Valentina's profileJust Me, Myself and IPhotosBlogListsMore ![]() | Help |
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April 29 cake powerla sibilla è andata in pensione. da quando ho iniziato a scrivere le sue frasi, le mie giornate hanno preso una brutta, brutta piega - perciò, nella migliore tradizione neoliberista, me ne sono liberata, e attendo con fiducia che la vita torni a sorridermi.
intanto posso affermare che fare una torta rende momentaneamente invulnerabili
c'è da dire che in cucina non mi sono mai molto cimentata, soprattutto per via di due fattori, considerati simultaneamente:
- io amo la mia libertà, specialmente le libertà di azione e di movimento
- la cucina di casa mia è il luogo più affollato della casa.
ciò ha scoraggiato la mia vena artistica culinaria. praticamene, so fare solo torte.
data la temperatura crescente, però, sarà da gennaio (o forse addirittura dicembre, quando la casa è stata invasa da dolci natalizi) che non mi esprimevo in cucina. oggi ho, in modo molto furbo, optato per una torta fredda - una torta allo yogurt. l'ho addirittura decorata con fragole fresche. e, magia, mi sono sentita meglio.
certo, forse non è solo per la torta che mi sono sentita così. ho visto sorridere una persona dopo mesi (non sto esagerando), ciò ha portato un po' di quiete nella nostra cucina. inoltre, la magnolia sta mettendo i fiori, proprio fuori dalla mia finestra già invasa di rose.
a volte ho la sensazione di stare cercando ogni pretesto di positività, calore, gioia e simili intorno a me, soltanto per minimizzare gli orrori e le delusioni con cui imprescindibilmente mi trovo faccia a faccia. a volte il gioco mi riesce, a volte no.
spesso poi, bisogna mettere le alternative su una bilancia e scegliere il male minore. per esempio, torte e sorrisi versus relazioni internazionali - l'orale incombe, e potrei finire sugli annali come colei che mandò in fumo un 28.
per ora però credo sia stato meglio così, quel sorriso mi ha riempito la giornata. e poi, a chi non piacciono le ragazze che fanno le torte? :)
April 28 scoprendo l'acqua caldanell'ultimo periodo ho scoperto che:
le persone ti stupiscono sempre
certe famiglie sono più soggette all'instabilità mentale
l'integrità è un valore, un auspicio, una verità, ma anche solo una parola
tenersi tutto dentro a volte è come inghiottire lamette, ma non farlo è una tortura ancora più grande
quando credi di sapere qualcosa, in realtà non ne hai la più pallida idea
normalità è una parola che non vuol dire niente
quando vedi il pilastro della tua vita scigliersi in lacrime, qualcosa non va...
il sapone non lava via tutto il marcio
i paragoni... sono un casino
pensare ad altro a volte è impossibile, perchè ovunque ti giri è sempre lì
volare, respirare e addormentarsi sono parole che vorrei cancellare dal mio vocabolario
la stretta nello stomaco è dura a morire
una sola giornata può cambiare il resto della tua esistenza
parlare per metafore non ti fa stare meglio; parlare, non ti fa stare meglio; stare zitto, non ti fa stare meglio
c'è qualcuno, là fuori, che è sempre migliore di te
certe volte non puoi contare sugli amici; a volte, non puoi contare nemmeno su te stesso
certe volte... non ti resta che piangere
come direbbe kenneth walts, "l'anarchia regna sovrana".
libero sfogo di pensieri e parole
in preda a qualcosa che
non so definire
April 22 la sibilla del 22/4/2007la sibilla oggi dice che il viola domina.
per voi non vorrà dire niente, ma se questo caldo si mantenesse questa frase avrebbe effetti tangibili.
sono una persona cinica.
non sempre, ma spesso lo sono.
io ieri ci ho pensato, che sarebbero potuti essere tre anni insieme. penso di averlo pensato solo io. non è un pensiero da premiare o sanzionare, di per sè, secondo me. il cinismo viene fuori pensando al giorno che ha preceduto la riflessione, così speciale, e alle conseguenze che ne traggo. me le tengo per me, perchè sono davvero davvero ciniche. parafrasando, direi che è stato meglio per entrambi. non mi secca che qualcuna sia migliore di me, è quasi un sollievo non essere più su un piedestallo - mi piace il mondo da quaggiù, non devo raddrizzare la vita di nessuno. NESSUNO. amanti amici amiche fidanzati colleghi compari conoscenti sconosciuti. sono una persona normale e non ho superpoteri a disposizione. i drammi degli altri rimangono guai da risolvere da loro, le mie tragedie sono mie e le rammendo come posso.
volevo aggiungere, in ossequio sempre al discorso iniziale, una disquisizione sull'amore eterno, sul partner perfetto, insomma sulle illusioni che gli innamorati in quanto tali si fanno (non gli innamorati cinici però), ma per rispetto a una persona che secondo me sta soffrendo rimanderò a quando la ferita non farà più male.
anche il rispetto in effetti è una bella parola che spesso viene svuotata del proprio significato.
rispetto verso idee e opinioni altrui, rispetto della privacy delle persone, rispetto della dignità, rispetto di qua e di là.
vorrei anche parlare del diritto allo studio, dei cartelloni deliranti che inneggiano alla venerazione del sistema scolastico lombardo (già che ci siamo vogliamo confrontare il nostro con quello dei villaggi thailandesi o ghanesi?), ma mi trattengo... per ora.
viva le domeniche di sole più estivo che primaverile, mentre tu studi! appena avrai dato l'esame inizieranno le piogge monsoniche su tutta la regione! e in quelle condizioni, il viola come farà a dominare? forse nell'australia a rischio idrico ancora...
April 21 la sibilla del 21/4/2007la sibilla oggi dice che una vita è troppo poco e due troppo poche.
Certe volte guardo il mare, questo eterno movimento
Ma due occhi sono pochi per questo immenso E capisco di essere solo E passeggio dentro il mondo E mi accorgo che due gambe non bastano per giralo e rigirarlo Ho bisogno di dividere tutto questo insieme a te Certe volte guardo il cielo, i suoi misteri le sue stelle Ma sono troppe le mie notti passate senza te, per cercare di contarle E se è vero che ci sei, vado in cerca dei tuoi occhi io Che non ho mai cercato niente, e forse niente ho avuto mai Prima che cambi la luna e che sia primavera Quest'uomo ha capito il suo limite nel mondo April 20 la sibilla del 20/4/2007la sibilla oggi dice: ogni giorno di più. suggerisco un paio di argomenti da approfondire, come appenderli in una
bacheca virtuale, come gettare un sasso nello stagno globale... i miei argomenti sono: enjoy. April 19 la sibilla del 19/4/2007
oggi metto finalmente da parte qualche chilo di relazioni internazionali, inizio a pensare alle domande da fare al prof quando andrò a ricevimento e a dove colpirlo quando non mi lascerà parlare. è il momento di iniziare a pensare all'orale, a economia internazionale il 31 maggio e a sociologia politica ed economica, materia tra l'altro nella quale potrei (dovrei, vorrei?) finire per fare la tesi. il microcredito. sì, per ora ho pianificato le mie impellenze fino all'estate. così posso godermi meglio il resto del tempo. giugno, dov'eri? (cit.) la giornata che m'interessa di più ora è domani. non un domani generale, proprio venerdì venti aprile duemilasette. non soltanto perchè vado (nb. presente, tempo della certezza) in australia, ma per altri motivi noti e meno noti che forse importano solo a me e sarebbe anche comprensibile fosse così. belle le frasi senza punteggiatura della vale! ma è normale che dall'inizio dei nuovi corsi noi "scienziati politici" andiamo a letto con le galline? succede solo a noi? mboh! staremo invecchiando. April 18 la sibilla del 18/4/2007la sibilla oggi dice: affilate i vostri coltelli.
ORA
io vorrei fare un commento non richiesto sulle nuove pubblicità della reebok. quelle che dicono tra le righe che "perdente è bello".
perdente non è bello.
perdente non è bello perchè perdente si arrende, vincente non si arrende e ha il coraggio di correre il rischio che i suoi sforzi paghino. perdente non ci prova neanche.
perdente corre piano. perdente discute di rasoio o ceretta. vincente se ne frega, di rasoio e ceretta. vincente salva il fiato. vincente parla poco e pensa spesso (sì, anche a come continuare a vincere).
perdente critica vincente. perdente dice "perchè corri tanto da non riuscire più a stare in piedi?". se avessi un pennarello scriverei in primaticcio che è meglio non stare in piedi perchè si è corso troppo veloce piuttosto che trascinarsi in giro per tutta la vita. credo vincente sarebbe d'accordo con me.
perdente gira il dito nella piaga e dice "hai fatto a pezzi il tuo record o solo te stesso?". vincente, se gli importasse, risponderebbe che anche se non ha stracciato il suo migliore personale, anche se ha vinto qualcun altro, almeno ha fatto qualcosa che ama; il record lo farà la prossima volta. vincente si migliora sempre perchè impara dai suoi errori. vincente è per il fair play. perciò, vincente vince sempre, anche quando arriva secondo.
vincente supera i suoi limiti. e perdente? beh, perdente corre easy... April 16 distortednon c'è da stupirsi se la nostra percezione della bellezza sia distorta.
ma quante mucche ci sono in giro per milano?! muuuuuh! April 13 vivaldiè l'ora dei ripassi feroci, della concentrazione morbosa, degli schemi scritti veloci per imprimere nella memoria le nozioni fondamentali sulle quali intarsiare il discorso, giovedì.
la musica mi aiuta a non alzarmi dalla sedia ogni cinque minuti. la strumentale, soprattutto. la classica.
perciò chiedo
che pezzo di vivaldi ha suonato edwin marton al gala del pattinaggio di torino 2006? me l'hanno sempre spacciato per la danza del fuoco, ma così non è.
HELP! April 10 stonedricordate sempre che le parole sono pietre.
le parole sono eterne. pronunciandole, scrivendole, sii consapevole della loro eternità. April 08 puntata 001La tavola rotonda “Bene,
diamoci da fare”, sentenziò Claudia. Nonostante
avesse tutto, ad Asia non bastava più fare la fotomodella (per tutte le
collezioni del padre, il quale le aveva anche dedicato alcuni modelli). Quando
non era in giro per il mondo, spesso si presentava al lavoro dal suo vecchio,
che aveva affidato alla tavola rotonda il compito di istruire la ragazza,
facendola partecipare attivamente al loro lavoro - poiché un giorno tutto
quello sarebbe stato suo. Questo ovviamente comportava che le consegne
rischiassero di non essere rispettate o che la tabella di marcia venisse
cambiata, perché un “consiglio” della figlia del capo non poteva certo essere
ignorato. C’era da dire che imparava in fretta; troppo in fretta, per alcuni. Flavia
prese la parola e, stampe alla mano, fece il punto della situazione della
stagione appena trascorsa. Il suo ruolo nel gruppo era tra l’ambiguo e
l’incomprensibile. Era esperta di tutte le mode del momento, ma non ne aveva
mai creata nemmeno mezza di suo; forse perché non ne era capace, forse perché
aveva così tanta paura di sbagliare e di non essere considerata “trendy” dagli
altri che non ci provava neanche. Non usciva di casa senza i suoi occhialoni
alla moda, nemmeno di notte. Tendeva a parlare a sproposito, seminava consigli
non richiesti, e per ogni cosa ti rimproverava per il semplice fatto che magari
aveva letto su chissà quale rivista che era meglio fare così o cosà. Le amiche
non l’avevano mai vista struccata, e con un misto di curiosità e timore si
chiedevano come potesse realmente essere sotto quel cerone. La sua tinta non le
donava, ma era troppo alla moda per privarsene - un po’ come la frangetta da
teenager che cozzava fortemente con i suoi “anta”. Elena la
interruppe dopo poche frasi. Era una professionista, e l’approssimatività di
Flavia le dava ai nervi. A quel
punto la parola fu ceduta ad Amanda, che con un mezzo sbuffo si alzò e commentò
noiosamente per i colleghi le foto delle proposte per la stagione a venire, con
un eloquente gesto della mano. Tauro
taceva, malcelando il suo disinteresse. Claudia gli diede una piccola gomitata
senza farsi notare dagli altri, e gli sussurrò: “un penny per quello che
pensi”. Tauro sorrise, e dopo essersi guardato un po’ intorno le rispose “la
vita è una collezione di punti di domanda. Aggiungi questo nella tua”. In quel momento entrò nella stanza Maria Giulia, trafelata ma non troppo. In canonico estremo ritardo. Era la
creativa, o per meglio dire l’estrosa del gruppo; ma metà delle sue idee
venivano bruciate perché le mancava la voglia e l’impegno di realizzarle. Se
fosse stata il personaggio di una fiaba, sarebbe stata certamente Alice nel
paese delle meraviglie: nelle trasferte infatti, gli altri della tavola rotonda non la perdevano un
attimo di vista, per paura che per seguire un cartellone pubblicitario sul
tetto di un taxi perdesse la strada, o peggio, venisse investita dalle macchine
che sopraggiungevano. Quando Tauro aveva immaginato questo contesto, nessuna
aveva riso: sapevano che non era un’idea poi così distante dalla realtà. Il tempo
passava, era giunta l’ora di tirare le somme della riunione. “Elia?” interrogò
Amanda, facendo sobbalzare la ragazza come se fosse appena precipitata dalle
nuvole. In riunione, bisognava sempre forzare la mano per farla parlare, o
meglio, per farle esprimere il suo parere: tendeva a non prendere posizione o a
schierarsi con la maggioranza, per non offendere nessuno. In attesa
che Elia si ricomponesse, Amanda si girò di novanta gradi e chiese “Gloria,
allora”. Quest’ultima abbassò gli occhi sul foglio delle note e fece cenno di
sì con la testa. Elia la imitò, togliendosi d’impaccio. Tutti si alzarono, raccattarono le loro borse e vi infilarono le cartellette con i documenti che avevano stilato. La riunione era finita. April 06 perchè siamo inaffidabilicos'è cambiato, a oggi? Benché fosse la più debole delle grandi potenze, l’Italia cercò costantemente ogni occasione per espandersi e guadagnare potere (ricerca del posto al sole fra le grandi potenze). L’Italia concentrò le sue mire aggressive su 5 aree diverse: Nordafrica (Egitto, Libia e Tunisia), Corno d’Africa (Eritrea, Etiopia e Somalia), Balcani meridionali (Albania, Corfù, Dodecaneso e parti della Turchia sud-occidentale), impero asburgico nella parte sud (Dalmazia, Istria, Trentino e Veneto) e Francia sud-orientale (Corsica, Nizza e Savoia). I principali rivali dell’Italia per il controllo su queste aree furono l’Austria-Ungheria nei Balcani e la Francia in Africa. Se le mire ostili dell’Italia furono sempre presenti, il suo esercito era però inadeguato all’espansione; di conseguenza, i leader italiani cercarono sempre di evitare un confronto militare diretto con altre grandi potenze, salvo che l’avversario non stesse per perdere una guerra o avesse una parte rilevante delle sue forze impegnate su un altro fronte. A causa della scarsità di doti militari, gli statisti italiani fecero pesantemente
leva sulla diplomazia per guadagnare potere: prestarono sempre
grande attenzione a scegliere i partner con cui allearsi e furono
particolarmente abili a mettere le altre grandi potenze l’una contro l’altra a
vantaggio dell’Italia. In particolare, operarono in base al presupposto che pur
non trovandosi con carte risolutive in mano, l’Italia possedeva forza militare
sufficiente a spostare l’ago della bilancia fra le maggiori potenze, le quali,
riconoscendo il fatto, erano pronte a concessioni pur di assicurarsi la sua
fedeltà. Brian Sullivan definisce questo approccio "la strategia del peso decisivo". J. Mearsheimer, La logica di potenza April 03 ho decisoè un po' una pretesa mettere questo post nella categoria "Vita", prometto che da quando inizierò il progetto creerò una categoria a parte.
dopo i recenti sviluppi, ho deciso. non resisto più. mi sto perdendo troppi dettagli e perciò affermo che inizierò a stendere
DELIRIFUL
intramezzato qua e là da interventi semiseri
per esempio, una recente ricerca scientifica ha mostrato che i segni zodiacali non aiutano a cercare l'anima gemella.
e io dico "ammazzate, complimentoni per la scoperta! tra cosmetici e ricerche così utili ci mangiamo via i soldi per la ricerca. intanto la gente continua a morire per malattie incurabili, ospedali vacanti, impianti di potabilizzaizone dell'acqua mancanti e via così. complimentoni." April 01 i need youI don’t need a lot of things I can get by with nothing Of all the blessings life can bring I’ve always needed something But I’ve got all I want When it comes to loving you You’re my only reason You’re my only truth I need you like water Like breath, like rain I need you like mercy From heaven’s gate There’s a freedom in your arms That carries me through I need you You’re the hope that moves me To courage again You’re the love that rescues me When the cold winds, rage And it’s so amazing ’cause that’s just how you are And I can’t turn back now ’cause you’ve brought me too far I need you like water Like breath, like rain I need you like mercy From heaven’s gate There’s a freedom in your arms That carries me through I need you Oh yes I do |
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